Il Territorio

POLLICA

Il castello dei principi Capano pollica
Il castello dei principi Capano

Nel 1610 Vincenzo Capano, barone di Pollica, ristrutturò il castello di Pollica dove, in seguito, soggiornò Sant’ Alfonso M. de Liguori (Marianella, 1696 † Nocera dè Pagani, 1787), infatti, una camera del Castello è conosciuta come “la stanza del Santo”.
Sant’Alfonso era il fratello di Ercole de Liguoro (1706 † 1780), patrizio Napoletano, che sposò in seconde nozze nel 1763 Marianna Capano, principessa di Pollica e contessa di Celso (†  1795)

Chiesa di San Nicola Pollica
Chiesa di San Nicola

Da visitare la Chiesa di San Nicola, la più antica di Pollica, con l’altare in marmi policromi e il soffitto decorato, risalente al ‘600 come il Convento Francescano di Santa Maria delle Grazie contenente preziose tele e pregevoli stucchi.

L’integrità del vecchio impianto urbanistico è pure del borgo di Celso, caratterizzato dalle casette inquadrate da torrini difensivi e dall’imponente Palazzo Baronale Mazziotti e con i resti, in posizione isolata, del Convento di Costantinopoli.

La piccola frazione di Cannicchio pare una roccaforte: l’abitato presenta una struttura urbana che segue compatta l’andamento del crinale, in cui emergono il torrino di casa Pascale e gli archi delle Petenghe, la via principale a gradoni. 

Delizioso borgo dalla struttura medievale è Galdo. La minuscola piazzetta con la cappella di Santa Caterina sono il cuore del paesino in cui spiccano i cinquecenteschi Palazzo Galdi e Palazzo Rizzo con la torre cilindrica.

Richiami architettonici non mancano nelle frazioni costiere: la Chiesa dell’Annunziata e la Torre Normanna e del Caleo ad Acciaroli e a PioppiCastello Vinciprova: costruito nel XVII secolo in stile arabo-catalano, brilla con le torri merlate e i torrini di difesa, ora sede del Museo Vivo del Mare.

IL PORTO DI ACCIAROLI

Porto di Acciaroli

Il porto di Acciaroli è, insieme alla spiaggia grande delle Taverne, il polo d’attrazione di un turismo balneare che sempre più si inserisce in circuiti di qualità, nazionali e internazionali.

Questa infrastruttura costituisce il cuore pulsante della vita produttiva e sociale del borgo marinaro, conservandosi in equilibrio tra sviluppi recenti, originarie fattezze architettoniche e bellezze naturali di macchia mediterranea e colture arboree.

La marineria di Acciaroli, infatti, si sviluppa in un’area di grande pregio ambientale ed è divenuta una delle più importanti del Cilento costiero quale tappa di grandi barche da diportoprovenienti da nord e dirette alle Isole Eolie e in Sicilia. Di conseguenza l’area portuale e lo stesso borgo marinaro, con i suoi alberghi, ristorantini, negozi, bar, il corso e le tipiche casette in pietra locale, le attività marinare ed i commerci di pescato al tramonto, sono assurte da sempre a centro vitale del territorio pollichese.

Se d’estate Acciaroli esplode per la sua esuberanza sociale diurna e notturna, come luogo d’incontro e scambio relazionale, il fascino penetrante delle sue acque trasparentissime che lambiscono le pendici di colline dai profili morbidi ed arrotondati, andrebbe conosciuto anche nelle sue luci atmosferiche di primavera e d’autunno, quando la vitalità sociale estiva si attenua per lasciare riemergere l’equilibrio mediterraneo e il legame tra presenza antropica ed esuberanza degli elementi di natura.

Acciaroli

IL PARCO ARCHEOLOGICO DI VELIA

Nel piccolo comune di Ascea, importante località balneare situata tra Agropoli e Palinuro, esiste il Parco archeologico Elea Velia uno dei gioielli del Parco Nazionale del Cilento.

L’area archeologica di Velia (nome che i romani diedero alla colonia greca di Elea) si trova in una posizione centrale rispetto alle principali località turistiche del Cilento e a circa 40 Km dai resti dell’altra importantissima polis della Magna Grecia: Paestum.

L’antica città è stata fondata intorno al 540 a.C. dai Focei, una popolazione di esuli provenienti dalla Turchia. Grazie all’ottima posizione del suo porto, la città divenne ben presto una delle località più importanti della Magna Grecia.

Elea fu anche sede della famosa scuola filosofica eleatica, nota per le idee rivoluzionarie di cui celebri esponenti furono Parmenide e Zenone.

Gli Scavi, Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, iniziarono nel 1921 ad opera di Amedeo Maiuri, hanno riportato alla luce gran parte del centro abitato articolato in tre nuclei: il quartiere meridionale, il quartiere settentrionale e l’acropoli.

COSA VEDERE

IL PARCO ARCHEOLOGICO DI VELIA

Il percorso di visita inizia con la consueta passeggiata lungo via del Porto fino al quartiere Meridionale ed alla sua cinta muraria.

Dalla città bassa via via che si sale, attraversando edifici che risalgono all’età ellenistica e romana. Si ammira l’imponenza della strada che conduce dapprima alla Porta Rosa, nata come viadotto per collegare le due sommità naturali di Elea, e inseguito all’Acropoli. Qui è possibile rendersi conto della stratificazione del tempo che va dal VI sec. a.C. al Medioevo.

Gli edifici dell’acropoli, purtroppo, sono stati danneggiati quando fu costruito il castello medievale. Di quel epoca è la Torre Angioina, diventata nel tempo simbolo della città e punto di riferimento visivo per tutta l’area del golfo di Casal Velino. La torre è stata restaurata e resa accessibile con ascensore, scale e passerelle.

IL PARCO ARCHEOLOGICO DI PAESTUM

Il Parco Archeologico di Paestum è molto grande ed è circondato da una cinta muraria ancora presente avente un perimetro poligonale di quasi 5 km. All’interno della città antica di Paestum, anche detta Poseidonia, è presente un percorso lungo il quale è possibile visitare alcuni tra i più importanti monumenti della Magna Grecia. Qui troviamo tre templi, un anfiteatro, un foro con comitium, ma anche santuari e necropoli, dove è stata rinvenuta una delle tombe più famose al mondo, la Tomba del Tuffatore. Il nome Paestum, in realtà è stato dato solo in epoca romana, i Greci avevano chiamato la città Poseidonia, in onore del dio del mare Poseidone.

IL PARCO ARCHEOLOGICO DI PAESTUM

Templi di Paestum sono tra le più importanti opere architettoniche ereditate dalla Magna Grecia. I Templi di Paestum sono giunti a noi in ottime condizioni e non a caso rendono Paestum tra i più importanti parchi archeologici della Magna Grecia, insieme alla Valle dei Templi di Agrigento. Si tratta di tre templi dorici posizionati ai due estremi degli scavi di Paestum.

Tempio di Hera Paestum

Tempio di Hera, chiamato anche Basilica, lo ritroviamo nella zona sud dell’area Archeologica, al fianco del Tempio di Nettuno. La realizzazione della Basilica di Paestum è iniziata, su per giù, intorno all’anno 550 a.c.. Si tratta di un tempio dorico dedicato a Erala dea della Fertilità.

Tempio di Nettuno Paestum

Il Tempio di Nettuno è il più grande del Parco Archeologico di Paestum. In realtà il tempio è stato attribuito erroneamente a Nettuno, ma, molto probabilmente, anche questo tempio era dedicato ad Era. Altre fonti attribuiscono la dedica a Zeus o ad Apollo. Il tempio è stato costruito un secolo dopo quello di Hera, intorno al 460 a.c. in travertino.

Tempio di Atena Paestum

Dall’altra parte della città di Paestum troviamo il Tempio di Atena, noto anche come Tempio di Cerere. Il Tempio di Atena è realizzato su un rilievo artificiale che lo pongono più in alto rispetto a tutta la città antica di Paestum. Anche il Tempio di Atena è dorico ma presenta, all’interno, il pronao con sei colonne di stile ionico.

LE GROTTE DI PERTOSA

Le Grotte di Pertosa-Auletta rappresentano uno degli spettacoli naturali più belli di Salerno.

Le grotte sono incredibilmente estese, e si diramano al di sotto dei comuni di Auletta e Polla.

La formazione delle Grotte di Pertosa deriva quasi principalmente da fenomeni tettonici che nel corso di migliaia di anni ne hanno plasmato le forme grazie all’azione delle acque provenienti da un condotto del fiume Tanagro.

TURISMO ALLE GROTTE

Oggi le Grotte di Pertosa-Auletta sono una meta turistica molto importante, che attira decine di migliaia di turisti ogni anno.

Le Grotte sono visitabili da più di 80 anni, dato che la loro apertura al pubblico risale al 1932.

L’ingresso è molto suggestivo dato che per raggiungere il primo percorso pedonale è necessario utilizzare una barca che attraversa le acque, mossa tramite un cavo metallico.

IL TEATRO ALL’INTERNO DELLE GROTTE

Data la maestosità delle grotte, oggi è possibile assistere a numerosi spettacoli all’interno di esse. In questo momento, si può assistere alla rappresentazione “Ulisse: il Viaggio nell’Ade”. Grazie ai nuovi sistemi di proiezione luminosa, le rappresentazioni e gli eventi all’interno della Grotta sono incredibilmente unici e suggestivi.

COME SI ARRIVA ALLE GROTTE

Pertosa, si trova a circa 70 Km dal capoluogo di provincia e dista 5 km dall’autostrada A3 Salerno – Reggio Calabria (uscita al casello di Polla), a circa 9 Km provenendo dal sud, o casello di Petina, a circa 8 Km provenendo dal nord.

Dopo di ciò bisogna proseguire lungo la Strada Statale n.19 che è distante 2 km dal bivio di Pertosa.

A Pertosa non c’è una stazione dei treni ma la città è ben collagata con linee di autobus, pubblici e privati, dalle stazioni di Salerno, Battipaglia, Eboli, Lagonegro, e così via.

PALINURO

Le Grotte

Per poter visitare le principali grotte di Capo Palinuro si possono effettuare dei tour in barca rivolgendosi agli operatori locali o direttamente in struttura Angelo Panoramic Hotel; presso il porto è possibile visionare gli orari di partenza, di durata delle escursioni e dei costi (assolutamente accessibili a tutti).

Concedetevi un’avventura alla scoperta della famosa Grotta Azzurra, il cui caratteristico colore le ha reso giusta fama; alla Grotta del Sangue nel cui interno le acque assumono sfumatore rossastre, alla Grotta dei Monaci, caratterizzate da formazioni calcaree che richiamano alla mente sembianze frati.

Arco Naturale

L’Arco Naturale è da sempre il simbolo di Palinuro e divide da un lato la spiaggia attrezzata con chiosco e attracco per le barche dirette verso le grotte e dall’altro dalla spiaggetta riservata raggiungibile passando sotto il foro naturale…

IL SANTUARIO DEL GETSEMANI – CAPACCIO

Costruito tra il 1956 e il 1959 unitamente all’annessa casa di spiritualità ai piedi del Monte Calpazio, il santuario del Getsemani è composto da due chiese sovrapposte. Quella superiore si caratterizza per la cupola a vetri, inoltre al suo centro un’apertura a forma di stella consente di affacciarsi nella chiesa inferiore dove c’è la statua del Cristo in preghiera nell’orto del Getsemani. Sugli altari laterali moderne ceramiche raffigurano i santi maggiormente venerati nell’Italia meridionale con al centro la Madonna di Pompei. Nel piazzale d’ingresso si erge la statua in bronzo della Madonna della Luna inaugurata nel 1971 in ricordo della missione americana sulla luna del 1969. Nel parco circostante ci sono un teatro all’aperto, che viene utilizzato per celebrare le liturgie nei mesi più caldi, un’area pic nic, la Via Crucis e la Via Matris con i misteri del Santo Rosario.

IL VOLO DELL’ANGELO TRENTINARA

IL VOLO DELL’ANGELO TRENTINARA

La prima zipline realizzata nel Cilento a permettere un’esperienza unica ed adrenalinica di volo panoramico a più di 120 km/h di velocità ed in grado in circa un minuto e mezzo di restare incantati dal panorama che si apre ai vostri occhi.
A più di 300 metri di altezza, immersi nella natura incontaminata, la zipline vi permetterà di ammirare tramonti e panorami a 360 gradi, il Golfo di Salerno, la Costiera Amalfitana, l’isola di Capri, la zona archeologica e le splendide acque del mare di Paestum e Costiera Cilentana.

Riconosciuta nel 1998 patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO la Certosa di San Lorenzo, anche conosciuta come Certosa di Padula è di certo uno dei posti più belli del Cilento e della provincia di Salerno.

LA  CERTOSA DI PADULA

LA  CERTOSA DI PADULA

La stupenda Certosa di San Lorenzo, rende il Comune di Padula la principale meta del turismo religioso in Campania oltre ad essere tra i monumenti più suggestivi del patrimonio artistico italiano.
Lo stile architettonico è quasi prevalentemente barocco, infatti sono davvero poche le tracce trecentesche superstiti. Il complesso conta circa 350 stanze ed occupa una superficie di 51.500 m² di cui 15.000 impegnati solo dal chiostro, il più grande del mondo. La Certosa di San Lorenzo, grazie alla sua vasta estensione, è seconda solo alla Certosa di Grenoble in Francia.
Questo monastero certosino, il primo ad essere eretto in Campania, fu fondato da Tommaso di San Severino nel 1306 e dedicato a San Lorenzo. Comprende tre chiostri, un giardino, un cortile e una chiesa.

La Certosa di Padula: il monastero

È possibile dividere l’impianto architettonico della Certosa di Padula in due zone: nella prima rientrano i luoghi di lavoro mentre nella seconda vi è la zona di residenza dei monaci.
La struttura della certosa, come per tutte le altre certose, segue la regola certosina, ovvero la regola che predica lavoro e contemplazione. Proprio per questo nella certosa esistono luoghi differenti per la loro attuazione: il chiostro, la biblioteca, dove è ancora possibile ammirare il pavimento fatto da mattonelle in ceramica Vietrese, la Cappella decorata con preziosi marmi, la grande cucina, le grandi cantine del vino, le lavanderie ed i campi limitrofi dove venivano coltivati i frutti della terra per il sostentamento dei monaci.

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